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martedì 14 aprile 2009

Un nuovo editto in nome del "buonismo"

Mentre in questi giorni post pasquali si ritorna alla quotidianità, nel mondo politico pare che queste feste non siano state avvertite: vuoi per motivi di lavoro con la ricostruzione di quel che resta dei paesi terremotati, vuoi per le polemiche infuriate intorno a questo argomento. Infatti, da venerdì mattina non si fa altro che parlare della faziosa puntata di Annozero in cui Santoro sembra aver screditato tutti i vertici della protezione civile e della scienza nostrana, in merito alle presunte negligenze riscontrate nell'affrontare l'allarme terremoto. Non sto nemmeno qui a dare un mio personalissimo parere sulla questione, in quanto dal giorno stesso della tragica notizia il mio primo pensiero - oltre che alle vittime - è stato rivolto alla settimana che aveva preceduto il disastro e a tutte le discussioni che aveva trascinato con sè. Come si può leggere anche nel post del 6 aprile, mi ero subito posto delle domande su come sia stato possibile rifiutare totalmente gli allarmi provenienti da un settore della scienza, o meglio da un tecnico non riconosciuto come esperto, sui possibili risvolti delle intense attività sismiche fino a quel momento rilevate da tutti. E' stato un commento a freddo, di una persona che appena sveglia si ritrova a scandagliare i dettagli di una notizia simile tanto cruenta quanto impensabile, a sentire i famosi "scienziati d'ordinanza". Per un'intera settimana si era sentito da tutti i media nazionali di quanto fossero inattendibili certe voci stonate, specie quella di un tecnico screditato davanti a tutta la nazione, trattato come uno zimbello e un incapace, uno che voleva scherzare con la paura dei suoi concittadini. Uno che è stato addirittura denunciato per procurato allarme, uno che ha messo in salvo almeno la sua famiglia grazie ai presunti allarmi fasulli. Tutto questo per lasciare in mano alla scienza ufficiale e istituzionale il monopolio delle ricerche e delle invenzioni. Non riescono, a distanza di una settimana, ancora ad ammettere questa loro defajance, visibile quanto il sole ad agosto. Non riescono ad accettare di aver sbagliato. E visto che dimenticano di essere stati loro a commettere più di un errore, Santoro ha provato a rinfrescare un pò la memoria loro e degli italiani. In trasmissione non si vedeva altro che presunti esperti parlare dell'impossibilità di prevedere un terremoto, di indirizzare la ricerca degli errori verso le società che hanno costruito quei palazzi fatiscenti - tra cui alla fine è spiccato il nome IMPREGILO e allora via con le polemiche. Si è invece cercato di uscire da quella sfera di finto buonismo in cui si erano introdotti, e di iniziare a fare dei nomi riguardo alla sicurezza dei cittadini. Si è discusso di come la protezione civile non sia riuscita a prevenire in alcun modo la morte di tante persone, evitando di "santificare" Bertolaso & Co per la loro opera di ricostruzione - che a dirla tutta, sembra ci siano tanti casi di mancata ricezione dei soccorsi, in alcune zone meno centrali, colpite in maniera gravissima dal sisma. La protezione civile sta facendo un lavoro immane, ma non è sola in questo. In tv si sprecano parole dorate nei confronti di questi personaggi, menzionando soltanto talvolta il lavoro di altre organizzazioni indipendenti, della croce rossa, dei vigili del fuoco, delle opere di misericordia. No! Queste sono secondarie, prima viene Bertolaso e i suoi. Ricordo che il lavoro sporco di salire sui palazzi che rischiavano di crollare per esaminare lo stato delle case era di competenza dei vigili del fuoco; che le cure sanitarie ai feriti (1500) erano prestate dalla croce rossa - che ha anche inviato terapisti del sorriso per i bambini; che tutti i pranzi e le cene organizzate nei campi di accoglienza erano in gran parte preparati da suore e opere pie, in collaborazione con la protezione civile che sistemava i campi, le tende, aiutava chiunque a spostarsi e organizzava il resto del lavoro. Sebbene non si possa nascondere la bontà delle iniziative di tutte le persone partite da ogni parte d'Italia, in tv si sente soltanto parlare di Protezione Civile, Bertolaso e i grandi eroi. L'intento di Santoro era quello di puntare i riflettori su quello che prima bisognava fare e non è stato fatto. Ora tutta la politica, ad eccezione degli "amici" dell'IDV, si è scagliata contro il presentatore, accusandolo di sciacallaggio mediatico. Beh, a questo punto bisognerebbe soltanto scandagliare una per volta le voci che provengono dai pulpiti e rapportarsi ad ognuna di esse come meritano, volta per volta. Iniziando dall'ex direttore del TG1, che prima di lasciare diede sfoggio dei sue innovativi metodi giornalistici, annunciando in un'edizione del mattino ascolti record raggiunti durante tutte le trasmissioni di Rai1 sul terremoto abruzzese. Questo sembra un altro esperimento, se ancora ve ne fosse bisogno, su come riuscire a restringere il cerchio dell'informazione intorno agli organi di governo e dei loro compari. Stanno testando fino a che punto il paese è in grado di sopportare imposizioni ideologiche e capire fin dove ci si può spingere. Siamo quasi alla realizzazione dei punti cruciali del "Piano di Rinascita Democratica", il manuale del buon Piduista, riguardo alla costrizione dell'informazione entro limiti tracciati da politici e affaristi.

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